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ASPETTARE



Non come prima, certo.
In un modo diverso, forse.
La pioggia scende ancora, ed io qui dentro scosto le tende e aspetto. Cosa?
Bagliori di luce dalle nuvole, fessure negli occhi di Dio.
Comunque vadano le cose, siamo qui, ora. Senza prima, senza dopo, separazioni inutili.
Esseri pieni di aspettative, volontà incolmabili da desideri puerili di rinascita. O di morte.
Non chiedere che avvenga ciò che è necessario accada.
Non respirare più. Silenzio intorno, e dentro.
Novità nel caos della monotonia.
Parole vuote queste, eppure…

Pubblicato il 2/6/2003 alle 9.9 nella rubrica storie.

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